Capsule: cemento provvisorio o definitivo?
🦷 L’igiene dentale non deve essere una prova di resistenza
“Dottore, preferisco non fare la pulizia perché ogni volta sento troppo male.”
È una frase che sento più spesso di quanto si possa pensare.
Alcuni pazienti hanno denti particolarmente sensibili. Altri hanno recessioni gengivali, colletti scoperti, radici esposte oppure gengive molto infiammate.
In altri casi, invece, dobbiamo semplicemente lavorare più in profondità rispetto a una normale seduta di igiene.
Qualunque sia il motivo, c’è una cosa importante da sapere:
se l’igiene fa troppo male, possiamo utilizzare l’anestesia locale.
💉 Sì, possiamo anestetizzare anche per una pulizia
L’anestesia locale non è riservata alle estrazioni, alle devitalizzazioni o agli impianti.
Serve semplicemente a controllare il dolore durante una procedura odontoiatrica.
Di conseguenza, se durante l’igiene sappiamo che dovremo lavorare in una zona particolarmente sensibile, possiamo anestetizzarla.
Questo vale soprattutto quando dobbiamo eseguire una strumentazione più profonda, per esempio in presenza di tasche parodontali, ma può essere utile anche nel paziente che presenta semplicemente un’elevata sensibilità dentinale.
Non c’è nessun motivo per sopportare inutilmente il dolore.
⚠️ Attenzione però: l’anestesia la esegue il dentista
C’è una distinzione importante.
La seduta di igiene può naturalmente essere eseguita dall’igienista dentale, professionista sanitario specificamente formato per la prevenzione e l’igiene orale.
Tuttavia, la somministrazione dell’anestesia locale non rientra nel profilo professionale dell’igienista dentale previsto dalla normativa italiana.
Per questo, quando durante una seduta di igiene ritengo utile anestetizzare una determinata zona, l’anestesia viene eseguita dall’odontoiatra.
Successivamente l’igienista può continuare normalmente il trattamento nella zona anestetizzata.
È una distinzione importante sia dal punto di vista clinico sia da quello medico-legale.
⚡ Quando può essere utile?
Ci sono pazienti che durante l’utilizzo dell’ablatore sentono pochissimo e altri che percepiscono vere e proprie fitte di sensibilità.
Il problema è particolarmente frequente quando sono presenti:
- recessioni gengivali;
- radici esposte;
- colletti molto sensibili;
- infiammazione gengivale importante;
- tasche parodontali;
- forte sensibilità al freddo.
In questi casi possiamo anche decidere di anestetizzare soltanto una determinata zona.
Non è necessariamente necessario addormentare tutta la bocca.
🧠 “Ma vale la pena fare una puntura per una semplice pulizia?”
Dipende da quanto fastidio senti.
Se per 40 o 60 minuti devi continuamente stringere i pugni, irrigidirti o chiedere all’igienista di fermarsi, probabilmente sì.
Il piccolo fastidio iniziale dell’anestesia può permetterti di affrontare tutta la seduta in maniera molto più tranquilla.
E c’è anche un altro aspetto.
🔍 Se il paziente sente dolore, anche noi lavoriamo peggio
Una seduta di igiene non consiste semplicemente nel “passare l’ablatore”.
Bisogna raggiungere correttamente determinate superfici e, quando necessario, lavorare anche sotto il margine gengivale.
Se ogni pochi secondi il paziente si sposta, si irrigidisce o chiede di interrompere il trattamento, inevitabilmente diventa più difficile lavorare con precisione.
L’anestesia, quindi, non serve soltanto al comfort.
In determinate situazioni ci permette anche di lavorare con maggiore tranquillità e accuratezza.
🪥 Igiene normale e terapia parodontale non sono la stessa cosa
Bisogna inoltre distinguere una normale seduta di igiene da una strumentazione parodontale profonda.
In una bocca sana possiamo avere pochissimo fastidio.
Se invece dobbiamo trattare tasche parodontali e lavorare sulle superfici radicolari sotto gengiva, la situazione cambia.
In questi casi il trattamento può essere più fastidioso e l’utilizzo dell’anestesia locale può diventare particolarmente utile.
😰 E se semplicemente ho paura?
Anche questa è una motivazione assolutamente valida.
A volte il paziente ha avuto una precedente pulizia molto dolorosa e arriva alla seduta successiva già completamente teso.
Si aspetta dolore ancora prima di iniziare.
Sapere che, se necessario, possiamo anestetizzare la zona può cambiare completamente il modo in cui viene vissuto l’appuntamento.
Non esiste nessun premio per chi riesce a fare l’igiene senza anestesia.
Se serve, si utilizza.
💬 Parlane prima di iniziare
Il consiglio più semplice è proprio questo.
Se sai che durante le pulizie hai sempre avuto molto dolore, dillo prima di iniziare la seduta.
L’igienista può valutare le zone maggiormente sensibili e, se riteniamo che l’anestesia sia indicata, interviene il dentista per eseguirla.
Successivamente possiamo procedere con l’igiene in maniera molto più confortevole.
✅ Conclusione
L’igiene dentale può provocare un po’ di fastidio, ma non deve trasformarsi in una prova di sopportazione del dolore.
Se hai denti molto sensibili, recessioni, radici esposte oppure devi affrontare una pulizia parodontale profonda, possiamo valutare l’utilizzo dell’anestesia locale.
La seduta può essere eseguita dall’igienista dentale, mentre l’anestesia viene effettuata dall’odontoiatra.
È una soluzione semplice che, in determinati pazienti, può cambiare completamente l’esperienza della pulizia dentale.
Se hai sempre evitato l’igiene perché per te è troppo dolorosa, parlane con noi prima dell’appuntamento: valuteremo il modo migliore per eseguire il trattamento senza farti vivere ogni seduta con ansia e dolore.
Luglio 10, 2026
DOTT. MARCO TOMASELLI
Medico Odontoiatra specialista in protesi e restaurativa estetica
Master in Protesi ed implantoprotesi con tecnologie avanzate – Università di Bologna
Master in Advanced Studies in Microinvasive Aesthetic Dentistry – Università di Ginevra
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